Le agevolazioni fiscali per i lavoratori impatriati

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Cosa si intende per lavoratori impatriati

Sono quei lavoratori ai quali, trasferendo la residenza in Italia, è concesso un regime di tassazione agevolata temporaneo previsto dal D. Lgs 147 del 2015. La ratio della misura è quella di garantire un’esenzione fiscale ai contribuenti che decidono di trasferire la residenza fiscale nel nostro Paese.

Le agevolazioni fiscali per i lavoratori impatriati

Questo decreto prevedeva una tassazione agevolata (sul 30% del reddito complessivo) per chi trasferiva la propria residenza fiscale in Italia con l’impegno di risiedervi e lavorarci almeno 2 anni (2 periodi di imposta). Era inoltre applicabile con la sussistenza di condizioni quali:
  • Non essere stato residente in Italia nei 5 anni precedenti il trasferimento;
  • Svolgere attività lavorativa presso un’impresa residente in Italia
  • Rivestire ruoli direttivi o avere requisiti di elevata qualificazione o specializzazione

Il regime fiscale per gli sportivi esteri in Italia

L’attuale regime agevolativo per gli sportivi professionisti discende proprio da questo decreto legislativo. Dal 30 aprile 2019 tale agevolazione con i conseguenti incentivi fiscali viene estesa anche agli sportivi professionisti, regolati dalla L.91/1981, con la differenza che l’agevolazione è sul 50% del reddito complessivo e non sul 30% come in origine (art.16 commi 5 quater e 5 quinquies del d.Lgs 147/2015 ampliata dal Decreto Crescita n.34/19). In tale contesto viene altresì istituito, con apposito D.P.C.M. da emettere, un contributo pari allo 0,5% della base imponibile da versare in aggiunta e che dovrebbe essere destinato al potenziamento dei settori giovanili sportivi.

Falso allarme per gli sportivi professionisti impatriati?

Attualmente è a rischio questo regime speciale fiscale per gli sportivi professionisti a causa di una circolare dell’Agenzia delle Entrate di fine anno.
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L’anno 2020 si è concluso infatti per gli sportivi professionisti impatriati con una spada di damocle alzata dall’Agenzia delle Entrate attraverso l’emissione di una circolare, la n.33 del 28 dicembre scorso, con la quale veniva disconosciuto, o quanto meno condizionato o subordinato, lo sconto sul 50% dei redditi degli sportivi impatriati all’emissione di un futuro DM che avrebbe dovuto regolare la materia. La suddetta circolare dell’Agenzia delle Entrate del 28 dicembre scorso affermerebbe appunto la non applicabilità del regime agevolato agli sportivi professionisti fino a quando questo D.P.C.M. non verrà emesso. Va da sé che questa uscita antipatica di fine anno dell’agenzia delle Entrate, e dopo ormai l’invio delle dichiarazioni dei redditi 2019, ha fatto rabbuiare le società professionistiche che correttamente si sono affidate alle norme ed alla certezza del diritto e che, con tutto rispetto per una circolare dell’Agenzia delle Entrate, che va ricordato non è norma ma semplice interpretazione e tanto più non può superare nella gerarchia delle fonti le norme sopra ricordate. Se così fosse, ciò implicherebbe per le società sportive una integrazione con ravvedimento delle ritenute versate, per la parte a complemento del 100%, al fine di evitare il reato di omesso versamento ex art.10 bis del D.Lgs.n.74/2000), reato rientrante da poco nel novero della responsabilità amministrativa d.lgs 231/01 a cui le società sportive sono tenute ad osservare. Con buona pace della violazione del principio della tutela dell’affidamento e della buona fede previsti dallo Statuto del Contribuente.

Regime agevolato per gli impatriati: il Governo approva il decreto

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Il tanto atteso decreto è pronto e sarebbe in prossima uscita in Gazzetta ufficiale, come previsto verte sui criteri e le modalità tecniche di versamento del contributo aggiuntivo dello 0,5% a sostegno dei settori giovanili e solo all’ultimo articolo, l’art.5, prevede il riconoscimento dei comportamenti e delle opzioni esercitate nella dichiarazione dei redditi 2019 condizionandolo al versamento del contributo aggiuntivo da effettuarsi entro e non oltre il 15 marzo 2021. In caso di mancato versamento si perderebbe l’agevolazione. Il decreto, se confermato, permetterà alle società sportive – e principalmente al calcio – di continuare ad usufruire di un regime fiscale agevolato che di fatto dimezza la tassazione per i calciatori impatriati. Possiamo quindi confidare che il nostro Paese potrà continuare ad essere appetibile per i grandi campioni internazionali, come Ibraimovich o Morata, rendendo lo sport italiano più interessante e avvincente di sempre.

Per qualsiasi ulteriore chiarimento vi invitiamo a scrivere la vostra specifica richiesta nei commenti o a contattarci in privato.

Dott. Marco Mancini

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