Fatturazione elettronica clienti esteri

fatturazione estera

Se la tua azienda ha intrapreso o pensi che possa intraprendere rapporti con aziende e clienti esteri, ti starai chiedendo come gestire la parte contabile, la fatturazione elettronica nei confronti dei clienti esteri  e quali sono le differenze per non ritrovarti  impreparato con il cliente e rischiare di commettere errori. 

Il mondo ormai è interconnesso e ampliare il proprio mercato all’estero è una possibilità maggiore per far crescere il proprio business e i propri orizzonti verso prodotti o servizi diversi.

Non farti spaventare dalla gestione contabile dei clienti esteri UE ed Extra UE,  hai solo bisogno di alcune informazioni precise che variano in base alle diverse situazioni.

Analizzeremo i seguenti casi:

  1. fatturazione da soggetto italiano nei confronti di clienti-committenti residenti in Paesi UE o extra UE per prestazione di servizi;
  2. gestione delle fatture ricevute dal soggetto italiano da parte di fornitori residenti in Paesi UE o extra UE per servizi ricevuti

Di seguito risponderemo ad alcune delle vostre domande più frequenti.

Devo emettere fattura elettronica ai clienti esteri? 

No, non è obbligatorio emettere fattura elettronica ai clienti esteri.

Tuttavia, nel caso l’azienda italiana decidesse di emettere fattura elettronica ai clienti esteri nonostante non sia obbligata, sarà esonerata, limitatamente a tali fatture, dall’invio dell’esterometro.

Se vendo all’estero devo applicare l’IVA sulla fattura ? 

Consideriamo  prestazioni generiche effettuate verso clienti non residenti in Italia. Esse dovranno essere fatturate:

       – senza iva se si fattura ad imprese.

       – con iva, se si fattura a soggetti privati (non operanti come impresa).

Come devo fatturare a un cliente operante come impresa che risiede  in Paesi UE e/o extraUE ? 

Ti evidenzio, di  seguito,  un elenco da stampare e tenere e portata di mano per non sbagliare:

  • emettere fattura entro il 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione,  fuori campo iva ai sensi dell’art. 7 ter dpr 633/72;
  • evidenziare in fattura la dicitura “inversione contabile” specificando anche, secondo la normativa nazionale, art. 7-ter D.P.R. 633/1972);
  • applicare la marca da bollo da 2 euro, se l’ammontare fatturato supera i 77,47 euro;
  • dichiarare la fattura nel modello Intrastat cessioni servizi;
  • emettere fattura cartacea al committente non residente e includere tale fattura nell’ esterometro entro la fine del mese successivo al trimestre di riferimento;

oppure

  • emettere fattura cartacea al cliente non residente e  inviare  una copia in formato elettronico al sistema di interscambio con codice univoco XXXXXXX; in tale caso non è richiesto l’esterometro.

 

Come devo trattare la  fattura ricevuta da un fornitore UE o Extra UE? 

Analizziamo le seguenti casistiche:

  1. a) Fattura ricevuta da fornitori esteri non identificati in Italia

Il soggetto italiano che riceve fattura dal fornitore UE dovrà:

  1. numerare la fattura del fornitore UE e integrarla con l’applicazione dell’iva;
  2. annotare la fattura entro il 15 del mese successivo a quello di ricezione della fattura e con riferimento al mese di ricevimento, distintamente nel registro iva acquisti e nel registro iva vendite;
  3. dichiarare la fattura nel modello Intrastat acquisti servizi;
  4. presentare l’esterometro entro la fine del mese successivo al trimestre di riferimento;
  5. in caso di mancata ricezione della fattura emettere autofattura entro il 15 del secondo mese successivo all’effettuazione dell’operazione.

Il soggetto italiano che riceve fattura dal fornitore extra UE dovrà:

  • emettere autofattura (che, come tutte le fatture, dovrà essere in formato elettronico);
  • annotare l’autofattura nel registro iva acquisti e nel registro iva vendite entro il 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione e con riferimento al mese di effettuazione dell’ operazione.
  1. b) Fattura ricevuta da fornitori esteri identificati in Italia

Si tratta di soggetti fornitori non residenti in Italia ma ivi identificati con partita iva italiana oppure tramite rappresentante fiscale in Italia. In tali casi il soggetto italiano che acquista la prestazione dovrà:

  • integrare la fattura del fornitore estero o, in mancanza, del rappresentante fiscale;
  • presentare l’esterometro entro la fine del mese successivo al trimestre di riferimento.

Se hai necessità di ulteriori scrivi nei commenti o contattaci in privato.

Dott.ssa Manuela Mancini

 

 

 

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